Indagine al Castello del Roccolo 2016

Quando l’amore è eterno?

Un amore si dice essere eterno quando supera le barriere dello spazio e del tempo. Questa è  sicuramente la teoria più diffusa. Ma esiste davvero? Sareste pronti ad offrire la propria vita per qualcuno? Beh, domanda difficile… ma certamente è quello che ha fatto lei, la protagonista della nostra indagine al Castello del Roccolo, la conosciuta Melania.

Melania nacque nel 1814 da una delle più nobili famiglie del paese, quella dei Tapparelli d’Azeglio. La ragazza venne data in sposa molto giovane al Marchese Salvatore Pes di Villamarina. Durante le estati, la coppia, era solita recarsi  in Sardegna, presso il feudo di famiglia, dove la donna riusciva a trovare un po’ sollievo alla sua tormentosa tosse, causata da una grave malattia polmonare di cui era affetta fin da bambina.

Nell’estate del 1841 però, le condizioni fisiche di Melania peggiorarono a tal punto da non permettere di affrontare il consueto viaggio con il marito. Fu quindi costretta a trascorre i mesi estivi nel Castello del Roccolo. L’estate però terminò e la ragazza dovette tornare con i genitori nel grande palazzo di Torino, dove la tosse peggiorò. Salvatore ancora non era rientrato dal suo viaggio e Melania attese fino alla fine il suo ritorno ma per lei arrivò prima la morte.

La tragedia segnò la famiglia D’Azeglio al punto che venne fatto costruire, presso il Castello del Roccolo, un cippo in suo ricordo perenne.

La leggenda narra che nelle notti estive, il fantasma della povera Melania si aggiri ancora presso il Castello, in attesa dell’amato Salvatore.

Noi del P.I.T. ci siamo recati in questo luogo, un posto affascinante e ricco di una particolare atmosfera suggestiva. Come arrivare al Castello del Roccolo non è certo stata una cosa semplice, il maniero infatti, sorge isolato su una piccola collina, completamente immerso nella vegetazione che lo rende invisibile dal basso. Sicuramente però, è uno dei siti migliori per tutti quelli che si domandano cosa visitare a Busca, in provincia di Cuneo. Venne costruito nel 1831 per mano della famiglia Tapparelli D’azeglio e si estende su di un area di oltre 500.000 mila metri quadrati. Fanno parte di questo storico complesso anche una piccola chiesa, un grande parco, delle serre e per finire delle suggestive grotte artificiali.

Abbiamo trascorso delle lunghe ore all’interno delle mura di questo Castello, non solo ed ovviamente per svolgere l’indagine, ma anche per realizzare immagini diurne. Si viene subito catapultati in un altra epoca, l’atmosfera che ci circondava era davvero intrisa del valore storico di quel luogo e sopratutto, segnata dagli eventi di anni ed anni di passato, contaminata dalle energie di chi viveva nel castello.

Melania è una figura particolare. Non è il classico spirito dispettoso che infesta un determinato luogo. Si tratta dell’anima di una ragazza che ha amato, atteso, una donna che ha lottato con la vita con il solo obiettivo di ritrovarsi nuovamente fra le braccia del suo uomo. La morte però non glielo ha permesso e come si dice in tutte le fiabe, lei non ha comunque smesso di amare. Secondo la leggenda infatti il suo amore è riuscito ad abbattere questa barriera perché nonostante il distacco materiale lei non ha dimenticato, anzi, ancora sembra vagare tra le mura del Castello con la speranza nel cuore. Che destino è mai questo? molti si chiederanno, ed effettivamente non si può certo dire che sia stata davvero una fortuna per lei, perché questo luogo adesso è diventata la sua eterna prigione.

Cosa vuol dire Roccolo? lo sapevate che il termine è sinonimo di “trappola”? e lo sapete cosa vuol dire Melania? Pensate che il nome di questa dolce ragazza, significa “scura”, “nera”. Certo,  forse sono solo coincidenze ma quello che ci è accaduto nell’indagine ci ha lasciato davvero senza parole e sopratutto, senza spiegazioni. Melania forse non è più spensierata come un tempo, non è più solamente innamorata, forse la ragazza, prima di morire, aveva scoperto qualcosa che l’aveva davvero ferita…

P.I.T. – Paranormal Investigation Team

Indagine Halloween Lucedio 2016

Dove festeggiare Halloween?

Noi del P.I.T. lo abbiamo festeggiato a Lucedio, una piccolo principato in provincia di Vercelli.

Perché halloween si festeggia il 31 ottobre?

Duemila anni fa per le popolazioni celtiche questa data segnava la fine dell’estate e l’inizio della nuova stagione autunno/invernale. Questa festa era conosciuta con il nome di Samhain. Durante questa lunga notte si credeva che le anime dei defunti ritornassero sulla terra, accompagnate da demoni e streghe, che ad oggi sono diventati il simbolo di questa festa diffusa ormai in tutto il  mondo.

Questa data però ha anche molti altri significati. Non è solo il capodanno celtico, è anche una ricorrenza per il mondo satanico. Ma perché halloween è una festa satanica? In questa notte anche i satanisti celebrano il loro capodanno, l’inizio di un nuovo anno satanico.

I membri di queste oscure congregazioni si riuniscono in una importante messa nera all’interno di edifici o luoghi fortemente protetti. Qui evocano Satana ed offrono in suo sacrificio la vita di animali (cani, gatti,…) e in alcuni casi anche umani, specialmente bambini.

Ma perché parlare di Satana? Perché Lucedio è uno dei luoghi più conosciuti proprio per lo svolgersi di questi rituali.

Come raggiungere Lucedio?

Questo principato si trova nel comune di Trino Vercellese, in provincia di Vercelli. Totalmente immerso nelle campagne e nelle risaie di questa parte del Piemonte. Le immense distese di campi si estendono su entrambi i lati della piccola stradina che con i suoi circa quattro chilometri attraversa l’Ex cimitero di Darola, l’Abbazia principale di Lucedio e il Santuario della Madonna delle Vigne. Tutti questi luoghi sono ad oggi divenuti famosi in tutto il  mondo, non solo per la loro storia ed il loro fascino architettonico ma anche per essere considerati ormai luoghi ricchi di leggende e mistero. Insieme costituiscono uno dei dieci posti più infestati del pianeta.

Dove avvengono i riti satanici a Lucedio?

Secondo le nostre ricerche si svolgerebbero nell’ex Cimitero di Darola, un luogo tetro ed abbandonato ma ben protetto da alte mura in pietra e una folta boscaglia di rovi. Noi del P.I.T. ci siamo recati proprio li, convinti che avremmo potuto registrare forti presenze di energia.

La nostra indagine si è anche spinta nel Santuario della Madonna delle Vigne, poco distante dall’ex cimitero. Completamente immersa nella vegetazione e nell’oscurità dei campi vercellesi, questo santuario è famoso in tutto il mondo per contenere al suo interno un affresco davvero particolare, il cosiddetto “Spartito del Diavolo”. Questa composizione musicale servirebbe a tener rinchiusa una forte entità demoniaca evocata molti anni fa dai monaci cistercensi dell’Abbazia di Lucedio, ma se suonata dal verso opposto servirebbe invece a liberarla.

Saranno vere queste leggende? Noi siamo andati per scoprirlo e per raccogliere più materiale possibile su questi due luoghi molto particolari, considerati fra i 10 luoghi più infestati del mondo.

Sicuramente ritorneremo presto a Lucedio perché le sorprese non sono sicuramente mancate e sopratutto abbiamo constatato che la presenza di gruppi praticanti messe e rituali neri all’interno di questi luoghi non sono affatto una leggenda.

P.I.T. – Paranormal Investigation Team